Le storie che scegliamo di raccontare

Le storie che scegliamo di raccontare

"Le storie accadono solo a chi è capace di raccontarle.
Il resto del mondo è solo rumore di fondo.
Non ricordiamo le cose come sono accadute.
Ricordiamo le storie che abbiamo raccontato a noi stessi su ciò che è accaduto.
La memoria è il primo atto creativo dell'uomo."
— Paul Auster

Queste parole di Paul Auster accompagnano il video del nostro ultimo shooting e ne raccontano l'essenza ancora prima delle immagini.

Perché uno shooting non è semplicemente una raccolta di fotografie. Non è una lista di passi alpini, di chilometri percorsi o di panorami mozzafiato. È una storia. E ogni storia nasce da un'esperienza vissuta. A giugno siamo partiti per la Svizzera con un obiettivo semplice: vivere altre Alpi.

Jëuf è nato nelle Dolomiti, montagne che hanno plasmato il nostro modo di andare in bici, di esplorare e di osservare il paesaggio. Sono casa. Ma le Dolomiti non sono le uniche Alpi. C'è un'intera catena montuosa che attraversa l'Europa, fatta di vallate, ghiacciai, passi iconici e strade che sembrano disegnate per essere percorse in bicicletta.

Abbiamo scelto la Svizzera perché rappresenta un altro volto delle Alpi. Più severo in alcuni momenti, più immenso in altri, ma capace di regalare la stessa sensazione di libertà che proviamo ogni volta che iniziamo una salita. Pedalare qui ci ha ricordato una cosa molto semplice: non importa dove finisca una salita o quale nome abbia il passo che stiamo attraversando.

Ciò che conta è il privilegio di poter vivere questi luoghi con il tempo giusto. Quello della bicicletta.

La bici ci permette di entrare davvero nel paesaggio. Di ascoltare il rumore del vento, sentire cambiare l'aria con la quota, fermarci dove un'automobile tirerebbe dritta. È un modo diverso di viaggiare. Più lento. Più autentico. Più vicino alle montagne.

Con questo shooting non volevamo raccontare soltanto una collezione o dei capi tecnici. Volevamo raccontare un modo di vivere il ciclismo.

Per noi le Alpi non hanno confini. Parlano lingue diverse, cambiano profilo e carattere, ma condividono la stessa capacità di emozionare chi le attraversa.

Ed è forse questo il messaggio che ci portiamo a casa da questo viaggio: ogni montagna custodisce una storia. La bicicletta ci dà la possibilità di entrarci dentro. Sta poi a noi scegliere come raccontarla.

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